María Cudós
Sono nata e cresciuta a Rosario, Argentina.
Come
sono arrivata a Scerni? Come ogni decisione importante che uno prende,
non sempre è il risultato di un piano ben calcolato: l'idea originale
era, infatti, un' altra ovvero dare lezioni di Ashtanga a La Cumbre, un
paese di Cordoba.
Cercavo di allontanarmi dal caos, per poter insegnare una pratica che mi ha aiutato tanto.
Pratico ashtanga yoga dal 2010.
Ho
trascorso tanti anni nella danza, in spazi dove il corpo era libertà,
ma anche dove ha cominciato a manifestarsi qualcosa che mi avrebbe
accompagnato per anni: l'ansia.
Sono sempre
stata molto ansiosa, "Testa dura" come si dice in Italia, e pensavo di
essere fatta così "di fabbrica", come una verità scolpita nella pietra.
Praticando l'ashtanga sono riuscita a spostare quella pietra.
Questo
è il suo valore più grande che offre: non si tratta solo delle strane
posture che potresti aver visto. Ti aiuta a lavorare con la parte più
profonda e a cambiare le reazioni. A me ha aiutato moltissimo a
migliorarle, a non farmi governare dall'ansia.
È
questo che trasmetto oggi, qui a Scerni, nella prima sala di Ashtanga
Yoga. Andando contro a un pronostico che mi diede un maestro italiano
secondo cui un centro di yoga non avrebbe funzionato.
Insegno
nel formato Mysore, seguendo una tradizione antica, ma senza dogmi, con
una struttura che si possa adattare a ogni persona, al suo ritmo e che
possa essere mantenuta nel tempo.
In qualche modo tutto si è sistemato.
l'Italia, la pratica, l'insegnamento.
Come
se quella ricerca iniziata anni fa – tra ciò che ho portato e ciò che
ho trovato – avesse finalmente trovato un luogo dove mettere radici e fiorire.